CategoriesLa cucina di Checco

Zuppa di cozze

Piatto tipico della cucina napoletana, da consumarsi rigorosamente il Giovedì Santo: come in ogni ricorrenza religiosa, anche per questa il sacro si mescola al profano. Nel giorno in cui Gesù consumava la sua ultima cena con i Dodici, allo stesso modo nelle famiglie partenopee si gusta una cena commemorativa, se non altro per il fatto che chi ingerisce l’ultimo crostino, accuratamente intriso nell’ultima traccia di sughetto della zuppa, viene simpaticamente chiamato Giuda Iscariota.

[cenno storico: l’origine risale al re Ferdinando I di Borbone, notoriamente goloso di frutti di mare. Si narra che il re, per non sottostare alle ferree regole religiose del digiuno pasquale, ordinò di farsi portare una zuppa di cozze condita da una salsa molto piccante. Il popolo si innamorò di tale iniziativa e ne fece una tradizione, anche se all’inizio sostituì le costose cozze con le più economiche lumache di mare]

Ingredienti (dosi per 4 persone)

1,5 kg di cozze
150 g di gamberi
600 g di pomodori pelati
2 spicchi di aglio
300 g di seppie
60 g di olio extravergine d’oliva Punzo
400 ml di vino bianco
10 g di prezzemolo
Pepe nero q.b.
Sale q.b.
[Per i crostini: 1 pezzo di pane fresco; 30 g di olio extravergine d’oliva Punzo]

 

Preparazione

  1. Pulire i gamberi, le cozze e le seppie.
    N.B.: La mancanza di shatush e zatteroni vi indicherà che non avete sbagliato la scelta del luogo ove racimolare le cozze*.
  2. Rosolare uno spicchio d’aglio in una padella con un filo d’olio extravergine d’oliva Punzo; toglierlo quando sarà dorato.
  3. Versare le cozze, sfumare con vino bianco e cuocere chiudendo con un coperchio per 5-6 minuti: le cozze si apriranno spontaneamente…e vi racconteranno i più imbarazzanti inciuci su Natasha e Pasqualone, la coppia del rione.
  4. Scolare conservando il liquido di cottura.
  5. Separare la parte del guscio vuota da quella piena e mettere quest’ultima in un recipiente. Non è consigliabile la confusione fra le parti, potrebbe scaturire un “chitebbiv” da parte dei convitati.
  6. In una padella capiente far rosolare l’altro spicchio d’aglio con un filo d’olio extravergine d’oliva Punzo e toglierlo appena diventa dorato.
  7. Aggiungere le seppie e i gamberi, regolando di sale e pepe a piacimento e far cuocere a fuoco lento per 2 minuti.
  8. Aggiungere le cozze pulite (quelle che non dicono parolacce) e il loro liquido di cottura.
  9. Unire i pelati e cuocere per 10-15 minuti, fino a far restringere il sugo.
    N.B.: Per “pelati” non s’intende lo zio Pasquale di turno.
  10. Intanto preparare i crostini: cuocere in forno le fette di pane per 4-5 minuti in modalità “grill”; appena sono dorati, sfornarli e insaporirli con l’olio extravergine d’oliva Punzo.
  11. Quando la zuppa di cozze è pronta, aggiungere il prezzemolo ed è pronta per essere servita insieme ai crostini.

Consiglio: La zuppa raggiunge il massimo del sollazzo con l’aggiunta di una nota piccante, versando una cospicua pioggia di olio al peperoncino.

*anche dette vrenzole o vasciaiole (abitanti dei bassi napoletani): appartenenti al folklore napoletano più recente, ragazze caratterizzate da un abbigliamento molto sgargiante e dai capelli tinti, per l’appunto, dallo scoppiettio del chewingum e dal colore del viso non naturale; femmina del “cuozzo”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *